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L’impollinazione dell’olivo

15 Giugno 2021

Formazione Fiore
La fase di formazione del Fiore è costituita da 2 momenti chiamati induzione e differenziazione, queste fasihanno inizio l’anno precedente a quello della fioritura e quindi ad esempio i fiori che vedremo nell’anno 2021 hanno iniziato la loro formazione a Luglio dell’anno precedente 2020.
Le gemme da Luglio 2020 a Febbraio 2021 hanno subito il processo di induzione a Fiore per poi da Marzo ad Aprile seguire il processo di Differenziazione che porterà alla formazione della Mignola.
Le piante di olivo decideranno in questi 8 mesi se trasformare le gemme in futuri fiori o in foglie in base alla loro situazione nutritiva e vegetativa, in particolar modo più Azoto avranno a disposizione le foglie e i giovani rami e meglio staranno, questo porterà a favorire la formazione dei fiori.
Nel mese di Luglio quando inizia l’induzione a fiore sugli olivi oltre alle foglie ci sono le olive che sono grandi divoratrici di Azoto, in un anno carico di olive l’azoto andrà tutto ai frutti e poco alle foglie, questo per la pianta è sinonimo di crisi questo indurrà le gemme a produrre foglie e non fiori nell’anno successivo; per
questo motivo è fondamentale ad allegagione avvenuta effettuare concimazioni fogliari azotate così da aumentare i quantitativi da Azoto nelle drupe ma soprattutto nelle foglie e stimolare la formazione di fiori.

L’impollinazione
L’impollinazione dell’olivo è anemofila e cioè il polline viene trasportato dal vento. La fioritura è un fenomeno lungo e complesso che può essere collocato tra l’inizio della differenziazione (febbraio) e l’allegagione (maggio-giugno); in questo intervallo possono verificarsi eventi climatici in grado di ridurre la produzione, i
freddi tardivi (fino a -2, -3 °C, in genere nel mese di aprile), che possono danneggiare direttamente i tessuti della mignola; ma sono temibili anche gli abbassamenti termici sopra lo zero (aprile-maggio), che possono danneggiare nell’ordine lo sviluppo dell’ovario, dello stilo, ed infine ridurre lo sviluppo delle cellule madri del polline, con gravi conseguenze sulla struttura del fiore e sulla capacità fecondante del polline stesso. Infine, quando un fiore è aperto, sono particolarmente temibili venti secchi, caldi o freddi che siano, poiché riducono
la recettività dello stigma prosciugandolo, le alte temperature, che determinano il veloce disseccamento dello stilo e dello stigma e rallentano la crescita del tubo pollinico, l’elevata umidità dell’aria, che ostacola la diffusione del polline, ed infine, le piogge prolungate, che non solo influenzano la disponibilità stessa di
polline, anche attraverso una irregolare schiusura delle antere, ma dilavano rapidamente i tessuti stilari, anche dopo l’impollinazione. L’insieme di questi fattori concomitanti ha determinato gli areali di distribuzione dell’olivo, sia a livello di territorio, sia a livello di zone geografiche, sia a livello di distribuzione nel mondo.
Per migliorare l’allegagione è confermato che trattamenti a base di boro, effettuati tra novembre ed aprile, possono influenzare la percentuale di schiusura delle gemme, e quindi aumentare la fioritura, prolungando l’azione anche a livello di diminuzione dell’incidenza dell’aborto dell’ovario e, probabilmente, migliorando la
germinabilità del polline; è noto, infatti, che il polline dell’olivo germina meglio su un substrato artificiale, contenente anche sali di calcio e di boro. Troppo spesso è sottovalutato il ruolo dell’azoto, nonché lo sforzo metabolico necessario alla pianta per iniziare e completare la fioritura; una buona nutrizione azotata, magari
con interventi fogliari, riduce l’aborto dell’ovario, e garantisce una più elevata percentuale di allegagione. Per migliorare l’allegagione è confermato che trattamenti a base di boro, effettuati tra novembre ed aprile, possono influenzare la percentuale di schiusura delle gemme, e quindi aumentare la fioritura, prolungando l’azione anche a livello di diminuzione dell’incidenza dell’aborto dell’ovario e, probabilmente, migliorando la germinabilità del polline; è noto, infatti, che il polline dell’olivo germina meglio su un substrato artificiale,
contenente anche sali di calcio e di boro. Troppo spesso è sottovalutato il ruolo dell’azoto, nonché lo sforzo metabolico necessario alla pianta per iniziare e completare la fioritura; una buona nutrizione azotata, magari con interventi fogliari, riduce l’aborto dell’ovario, e garantisce una più elevata percentuale di allegagione. Per migliorare l’allegagione è confermato che trattamenti a base di boro, effettuati tra novembre ed aprile, possono influenzare la percentuale di schiusura delle gemme, e quindi aumentare la fioritura, prolungando
l’azione anche a livello di diminuzione dell’incidenza dell’aborto dell’ovario e, probabilmente, migliorando la germinabilità del polline; è noto, infatti, che il polline dell’olivo germina meglio su un substrato artificiale, contenente anche sali di calcio e di boro. Troppo spesso è sottovalutato il ruolo dell’azoto, nonché lo sforzo metabolico necessario alla pianta per iniziare e completare la fioritura; una buona nutrizione azotata, magari con interventi fogliari, riduce l’aborto dell’ovario, e garantisce una più elevata percentuale di allegagione.

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